Mercato Saraceno
Forlì-Cesena

Mercato Saraceno

CENNI STORICI
Facilmente raggiungibile in auto percorrendo la Strada Statale E 45, in direzione Cesena-Roma, Mercato Saraceno è un importante Comune delle media Valle del fiume Savio, da sempre rilevante centro commerciale della vallata. Il borgo, digradante verso il corso del Savio con tre terrazzamenti di terreno alluvionale, è sovrastato da un’alta rupe, naturale quinta scenica per la  cittadina. Lo stemma “parlante” del Comune - che riporta il volto del moro bendato - fa riferimento al primo signore che, secondo la tradizione, vi deteneva alcune proprietà, e al primo mercato istituitovi, anche se non ha una diretta relazione con la storia del paese.
Intorno al XIII secolo Saracino degli Onesti, nobile di famiglia ravennate citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, istituì qui un mercato, nell’unico luogo della vallata, nella zona compresa tra Cesena e Bagno di Romagna, che fosse dotato di un ponte per guadare il Savio.
Nei secoli successivi le attività commerciali di Mercato S. vennero ampliate, con l’aggiunta dell’attività di estrazione dello zolfo, attestata sin da Cinquecento.
COSA VEDERE
Una piacevole passeggiata nel centro consentirà di scoprire l’antico mulino che, sfruttando la forza dell’acqua, permise alla piccola cittadina di diventare il primo Comune della zona a godere della pubblica illuminazione. I massicci piloni di un ponte che scavalca il fiume sono ciò che resta del ponte antico fatto saltare durante la seconda guerra mondiale.
La Chiesa della Madonna del Ponte Vecchio, sulla sponda destra del fiume, fu costruita nel 1557, anno della grande piena del corso d'acqua; all’interno sono numerosi gli ex voto legati ai miracoli compiuti dalla Vergine ivi venerata.
Sulla centrale Piazza Mazzini sorge la Chiesa di S. Maria Nuova, in cui si trova ancora la lapide di Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, morto nel 1931 e temporaneamente sistemato in questo edificio, prima del trasferimento nel vicino cimitero di Paderno.
Palazzo Dolcini, che porta il nome dell’architetto che ne curò il progetto, isolato e grandioso monumento oggi teatro comunale, fu edificato nel 1927 per ospitare la casa del Fascio.
In frazione San Damiano, di fatto completamente assorbita nella zona residenziale cittadina, sorge la Pieve dei SS. Cosma e Damiano, la prima pieve della diocesi di Sarsina, edificata fuori dalle mura cittadine intorno all’850. Costruita sopra i resti di un tempio pagano dedicato al culto della dea Cerere, all’interno presenta ancora visibili  brani dell’edificio originario; vi sono conservati alcuni dipinti tra cui la Madonna col Bambino e Santi (1601), opera di Bernardino Guarini. Nel presbiterio resta una porzione di un ampio ciclo pittorico ad affresco del pittore locale Michele Valbonesi da Ranchio, molto attivo in questa zona a metà Settecento.
Percorrendo una bellissima strada panoramica, a 8 chilometri di distanza dal centro di Mercato si trova una delle più belle pievi di tutta la Romagna: Montesorbo, splendido monumento isolato, riconosciuto per antichità e bellezza dalla Soprintendenza del territorio. Edificata nell’VIII secolo, presenta una rara pianta a croce greca; all’interno sono numerosi i pezzi di reimpiego, tra cui i capitelli corinzi, forse provenienti da un precedente tempio pagano, le colonne in marmo greco anticamente parte di un ciborio del IX secolo, una lastra con una decorazione di croce a treccia. Infine un dipinto, qui in copia (l’originale è visibile presso il Museo d’arte sacra di Sarsina): la famosa e venerata immagine della Vergine con il Bambino attribuita a Bartolomeo di Maestro Gentile da Urbino.
 
SUGGERIMENTI
All’inizio del mese di settembre a Mercato Saraceno rivive il Medioevo nella due giorni dedicata al Palio del Saracino con giostre, giochi, sfilate in costume e cene medievali. 
Numerose sono le aziende vitivinicole - attrezzate con moderne salette di degustazione di ottimi sangiovesi - appartenenti al circuito della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì-Cesena. Segnaliamo la Tenuta Casali, la Cantina Braschi Tenuta del Gelso e l’azienda F.lli Bartolini.

Foto Alessandra Brocculi