Ravenna - Comune
Ravenna

Ravenna - Comune

"Aut lux hic nata est, aut capta hic libera regnat"
 "O la luce è nata qui o, catturata, qui regna libera"

 
CENNI STORICI
 
Ravenna, importante città d’arte che conta circa 150 mila abitanti, nell’antichità è stata capitale per ben tre volte: dell'Impero Romano d'Occidente, del Regno degli Ostrogoti e dell'Impero di Bisanzio in Italia. Oggi è capoluogo di provincia.
Il nome della città sembrerebbe derivare dalla parola prelatina “rava” (canale, palude) unita al suffisso di derivazione etrusca “enna”, e farebbe riferimento ad un primitivo insediamento di case costruite su palafitte all’interno di una palude… Lo stretto legame di Ravenna con l’acqua viene rafforzato quando, nel I sec. d.C., sotto l’imperatore Ottaviano Augusto viene costruito il porto militare di Classe, ove si installa una importante base militare (“classis” significa appunto flotta).
All’inizio del V secolo la città conosce un primo periodo di splendore divenendo la capitale dell'Impero Romano d'Occidente per volontà di Onorio. A Galla Placidia, che governa Ravenna facendo le veci del giovanissimo figlio Valentiniano III, si deve la realizzazione di splendide opere architettoniche, come il Mausoleo di Galla Placidia e la chiesa di San Giovanni Evangelista.
Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), un secondo periodo di splendore caratterizza Ravenna a partire dal 493, anno in cui la città è conquistata dal re ostrogoto Teodorico, sotto il cui dominio vengono realizzate opere di bonifica e costruiti ulteriori celebri edifici, fra cui Sant'Apollinare Nuovo, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico.
Dopo la morte del re ostrogoto, l’imperatore d’Oriente Giustiniano dà il via alla Guerra Greco-Gotica (535-553), offensiva militare volta alla riconquista dei territori dell'Impero Romano d'Occidente occupati dai regni barbarici: rientrata l’Italia sotto il controllo dell'impero d'Oriente, Giustiniano stabilisce nella penisola un protettorato con sede proprio a Ravenna, che sarà successivamente controllata dagli Esarchi fino al 751, quando l'Esarcato cadrà sotto l'offensiva dei Longobardi.
Dal 756 il potere viene esercitato dagli arcivescovi che, grazie al sostegno dell'aristocrazia locale e ad antichi privilegi che riconoscevano alla chiesa ravennate l'autocefalia – l'indipendenza dal papato di Roma – si pongono in aperto scontro con i papi romani appoggiando gli imperatori Ottoni e Svevi.
Nell’epoca dei Comuni il governo di Ravenna è conteso dalle potenti famiglie locali: emergono i Da Polenta, che daranno ospitalità a Dante Alighieri e che manterranno il controllo della città fino al 1441, quando inizia il dominio di Venezia, protrattosi sino al 1509. Da questa data Ravenna entra a far parte dello Stato della Chiesa, sotto il cui governo resterà – salvo la parentesi napoleonica – fino al 1859, anno dell’adesione al Piemonte.
 
 
COSA VEDERE
 
Numerosi sono i siti ed i monumenti ravennati che meriterebbero una segnalazione: di seguito si riporta un elenco volto ad orientare il visitatore in un primo approccio alla città. A seconda degli interessi dei singoli utenti altri notevoli siti/monumenti potranno essere inclusi in un itinerario personalizzato.
 
A Ravenna si trovano ben otto monumenti inclusi nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO:
 
- Basilica di San Vitale*: Consacrata nel 547 d.C. dall’Arcivescovo Massimiano, questa chiesa è uno dei capolavori ravennati sia per l’originalità dell’impianto architettonico, sia per la ricchezza di marmi, capitelli e pulvini, sia per la varietà, la complessità tematica e lo splendore dei mosaici del presbiterio e dell’abside.
 
- Mausoleo di Galla Placidia*: fatto erigere da Galla Placidia nel secondo quarto del V secolo, questo sacello conserva uno dei più suggestivi cicli musivi dell’arte paleocristiana. Sembra che l’incanto del cielo stellato del mausoleo ed i riverberi prodotti dal mutevole frangersi della luce sulle tessere musive abbiano ispirato il musicista Cole Porter nella composizione della celebre melodia “Night and day”…
 
- Battistero Neoniano o degli Ortodossi*: Costruito all’inizio del V secolo per volontà del Vescovo Orso, è di forma ottagonale. La sontuosa decorazione interna a stucchi, tarsie marmoree e mosaici, commissionata a metà del V sec. dal Vescovo Neone, rende questo edificio un’opera d’arte di rara bellezza.
 
- Battistero degli Ariani: la decorazione musiva della volta, raffigurante il battesimo di Cristo ed i dodici Apostoli, rimanda direttamente al Battistero degli Ortodossi. Il Battistero degli Ariani fu commissionato dal re goto Teodorico (493-526 d.C.), desideroso di assicurare al suo popolo vari edifici destinati alla pratica del culto ariano.
 
- Basilica di Sant'Apollinare Nuovo*: Consacrata come basilica palatina del re Teodorico (493-526 d.C.), conserva una delle più estese e mirabili superfici musive esistenti: i cortei dei Martiri e delle Vergini presentano i caratteri tipici dell’arte bizantina.
 
- Mausoleo di Teodorico*: Singolarissima costruzione fatta erigere dal re Teodorico come proprio sepolcro (526 d.C.), è l’unico edificio ravennate realizzato non in mattone bensì in pietra d’Istria. Si caratterizza per un particolare connubio di motivi artistici riconducibili a culture diverse: imponente la copertura del mausoleo, costituita da un monolite del peso di 300 tonnellate.
 
- Basilica di Sant'Apollinare in Classe*: Consacrata nel 549 d.C., è una delle più perfette basiliche ravennati: meravigliose le colonne in marmo greco con capitelli del tipo “a foglia d’acanto mossa dal vento”; indimenticabile il cromatismo della decorazione musiva del catino absidale; preziosi i sarcofagi marmorei – disposti lungo le navate laterali – che custodiscono le spoglie degli arcivescovi della città.
 
 - Cappella Arcivescovile* (o Oratorio di S. Andrea): Situata all’interno del più antico Episcopio esistente di tutta la cristianità primitiva (IV sec.), era la cappella privata degli arcivescovi di Ravenna: conserva insigni cicli musivi di evidente matrice cattolica antiariana.
Nel complesso dell’Episcopio è collocato pure il Museo Arcivescovile*, che custodisce l’eburnea Cattedra di Massimiano, celebrata come “il mobile meglio conservato, più prezioso e con le più rimarchevoli qualità artistiche di tutta la tarda antichità” (Deichmann).
 
 
 
Altri monumenti ravennati:
 
- Basilica di San Giovanni Evangelista: fu eretta nel V secolo da Galla Placidia per sciogliere un voto fatto durante un fortunale. Nonostante gli ampi rifacimenti e la perdita dei mosaici, nell’edificio è riconoscibile la commistione di elementi architettonici orientali ed occidentali tipica di Ravenna.
 
- Zona Dantesca: vi si trova la Basilica di San Francesco che è originaria del V sec. ma ha subito nel tempo molti rimaneggiamenti. Nel 1321 vi furono celebrati i funerali di Dante Alighieri, il cui Mausoleo si trova nelle immediate vicinanze. Tutta la zona, che comprende anche il portico detto Quadrarco di Braccioforte, è caratterizzata da un’atmosfera raccolta e quieta, riservata al culto del “sommo poeta”.
 
- Basilica di Santa Maria in Porto: costruita nel XVI sec, presenta una monumentale facciata settecentesca. Vi si conserva un bassorilievo marmoreo raffigurante la c.d. “Madonna Greca” (XI sec.) ed un prezioso coro ligneo intagliato del Cinquecento.
 
- Cosiddetto Palazzo di Teodorico: sembra che l’edificio tradizionalmente detto “Palazzo di Teodorico” sia in realtà il nartece della Chiesa di San Salvatore, posta sul sito ove sorgeva il vero palazzo del re goto, che aveva dimensioni imponenti e di cui restano alcune testimonianze nei frammenti di mosaici conservati nel portico interno e nella saletta al primo piano.
 
- Domus dei Tappeti di Pietra*: complesso archeologico inaugurato nel 2002, presenta interessanti pavimentazioni musive appartenute ad un palazzetto bizantino del VI secolo. La sua importanza risiede nel fatto che è il solo esempio, a Ravenna, di edificio a destinazione privata di epoca bizantina.
 
- Duomo: eretto nel XVIII sec. al posto dell’antica cattedrale (inizio V secolo), conserva importanti sarcofagi di forte impronta romana ed affreschi di Guido Reni e scuola.
 
- Rocca Brancaleone: la fortezza è imponente testimonianza della dominazione di Venezia su Ravenna (1441-1509). È oggi sede di un parco pubblico e vi si tengono manifestazioni in estate.
 

* Ingresso a pagamento
 
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